Siamo abituati a vedere gioielli ed anelli con pietre preziose sapientemente incastonate in griffe o incassate con precisione nel metallo prezioso.

Esistono però anche metodi alternativi che lasciano questo compito al caso (non del tutto eh!), ad esempio la tecnica cast-in-place.
Un processo che si sposa benissimo con la tecnica della fusione in osso di seppia, ma anche con la tecnica della fusione in sabbia/terra.

Le pietre preziose vengono infatti posizionate già all’interno dello stampo, il metallo che successivamente verrà colato le ingloberà completamente o parzialmente, in maniera naturale.
Le pietre si muoveranno?
Verranno coperte interamente?
Sarà quel che sarà! È mio compito, con qualche accorgimento, evitare questi inconvenienti. 🙂
Ma oltre all’imprevedibilità (che trovo anche la parte più interessante) c’è qualche altro limite?
Sì, purtroppo non tutte le pietre sono adatte a questa lavorazione.
Lo shock termico provocato dal contatto col metallo fuso potrebbe essere fatale per qualche pietra preziosa. Le pietre adatte a questa tecnica sono i diamanti, quasi tutte quelle appartenenti alla famiglia dei corindoni, come zaffiri e rubini, e gemme create in laboratorio/sintetiche.
Altre tipologie di pietre possono resistere a crepe o rotture, ma potrebbero subire variazioni in colore o opacità.


